Non solo "UN CAMP" per Geri De Rosa...

Giovedì 2 luglio 2015, una giornata particolare:  sono state tante le emozioni di quel giorno, un giorno tutto dedicato ad Osvaldo, nel ricordo suo e di quello che ha fatto per generazioni e generazioni di ragazzi. Molti dei suoi camperini ormai sono diventati “camperoni” ma di sicuro nella mente e nel cuore hanno ancora quelle settimane tutto basket passate in Valsesia. Il basket era ed è l’attività principale, in pratica si faceva e si fa solo quello tutto il giorno. Pensandoci bene però i camp di Osvaldo e di chi ne ha raccolto l’eredità non sono solo basket, anzi il basket è stato ed è semplicemente un pretesto.

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Dalla Valsesia si torna migliori in campo, si affina la tecnica, si lavora sui propri punti deboli; soprattutto però si torna migliori come uomini, come futuri adulti, molto più abituati di tutti gli altri a condividere, a pensare un po’ a se stessi ma anche agli altri, forti di un’esperienza unica vissuta come gruppo e non da soli. Del resto solo la pallacanestro ha questa straordinaria forza d’aggregazione: sarà perché neanche Michael Jordan e Lebron James hanno mai vinto da soli, sarà perché chi fa cento blocchi ti fa vincere quanto chi fa cinquanta punti, sarà perché si combina qualcosa solo se tutti remano dalla stessa parte.

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Insomma il basket è l’esaltazione del concetto di sport di squadra. Non puoi essere un bravo giocatore se non hai fatto tuo questo spirito, potrai essere forte ma mai vincente; così come, grazie a quello che hai assorbito in una palestra e in uno spogliatoio, sarai un vincente nella vita di tutti i giorni. E il Camp Valsesia è messaggero di questi valori perché tutti i camperini passati di qui, magari anche solo inconsciamente, ne sono portatori sani, vivono con essi e sono in grado di diffonderli. Nel nome di Osvaldo, fedeli all’impegno di tutta la sua vita.

GERI DE ROSA